2 Agosto, Palermo. Ancora nel cortile di casa.

Come sono andati questi giorni ve lo dico nel video sotto. Intanto vorrei ringraziare gli amici di Alcamah.it che mi hanno ospitato ieri sera nella bella cittadina di Alcamo, un luogo molto più a misura d’uomo di questi infernali capoluoghi di provincia. I ragazzi del giornale online in questione hanno volontà da vendere e sicuramente faranno strada. Una luce nell’oscurità. Vorrei infine ringraziare il mitico Vincenzo del Caffè Nannini, sempre ad Alcamo, perchè dimostra un impegno per le cause dei giovani che è degno di nota…e per ora in giro ce ne sono poche.Mi auguro di tornare in tempo per il vostro AlcamArt il 25 Agosto…voi però magari cominciate senza di me…

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5 Responses to “2 Agosto, Palermo. Ancora nel cortile di casa.”


  1. 2 Franco agosto 2, 2011 alle 4:59 pm

    sei un grande compare!!!!!!

  2. 3 Salvio agosto 3, 2011 alle 1:17 pm

    Bravo! ti sto seguendo …. io parto sabato. Salvio

  3. 5 Nannini Alcamo agosto 6, 2011 alle 8:56 am

    Ciao Igor, volevo Ringraziarti per le belle parole, come tu sai benissimo i Giovani sono il futuro, un futuro che spero arrivi al più presto, in modo che anchio possa vederlo, per gioire in quello che definirei un Nuovo Risorgimento Siciliano, un’Abbraccio virtuale, che ti possa dare ancora molta più energia di quella che la tua personalità sprigiona…. a presto Vincenzo


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Igor D'India Freelance Videomaker Chi sono, cosa faccio, perchè non me ne sto a casa? Agli inizi ho effettuato reportage in zone di guerra (Bosnia, Caucaso, Sahara Occidentale ) o poco conosciute come la “finca” cubana nella regione di Guantanamo. Qualche passaggio in Asia e Africa con una vecchia Y10 e un equipaggio di folli (in senso positivo) ha arricchito il quadro delle avventure in luoghi non proprio raccomandabili. Queste esperienze sono state per me una formazione indispensabile per le avventure venute in seguito, come la Marsala-Torino in bici per i 150 anni dell'Unità d'Italia, la risalita a piedi del martoriato fiume Oreto di Palermo, il mese in isolamento in una grotta profonda 25 metri nel Monte Pellegrino (Pa) e l'attraversamento del Canada in autostop in inverno. Lo scopo dei miei lavori è spesso raccontare una spedizione (solitaria o in team) o un importante avvenimento verificatosi nel luogo che si attraversa, con pochi a disposizione. Lo stile tende a essere quello degli esploratori/documentaristi di un tempo: imprese difficili con mezzi improbabili. Forse non sarà rimasto niente da esplorare, ma si possono fare esperienze straordinarie anche dietro casa se si affrontano in un certo modo. Supporti tecnologici che fanno "il lavoro per te", ad esempio, possono contaminare l'approccio onesto all'esperienza e rovinarne il senso. Dove si è da soli davanti all' ignoto e dove si pagano cari gli errori commessi, il successo (senza trucchi) così come il fallimento, garantiscono una maturazione personale più rapida delle esperienze ordinarie. Se poi le cose vanno male o è colpa tua o dell' imponderabile. In tutti i casi ci si trova sempre a dire "ma chi me lo ha fatto fare?". I ricordi te li godi dopo, davanti a una fresca birra con gli amici, o davanti a una tastiera, quando metti nero su bianco l'accaduto, tra il sorriso e la nostalgia.

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