12 agosto. 14:50, boh…

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3 Responses to “12 agosto. 14:50, boh…”


  1. 1 Paolo agosto 12, 2011 alle 1:07 pm

    Ciao Igor,
    anche se con tempi sfalsati dal fuso orario, ti seguo giornalmente nella tua pedalata solitaria. Ma la tua è solo apparente “solitudine” sulle due ruote xkè comunque c’è sempre chi a distanza ti segue nei tuoi momenti, minuti, ore di stancante e solitaria pedalata. Incontri, esperienze lungo la strada ti arricchiscono sempre più di esperienze che pochi possono comprendere.

    Ti lascio con un stralcio di Paulo Coelho dal libro il Cammino di santiago:…è il cammino che ci insegna sempre la maniera migliore di arrivare e ci arricchisce mentre lo percorriamo.

    Un abbraccio da oltre Oceano.

    Alla prossima
    Paolo Mottareale

    PS ricordati che verrai ricompensato da litri di fresca e gustosa sangriaaaaaaaaaaa….rossa garibaldina o bianca estiva!!!

  2. 2 florence agosto 12, 2011 alle 5:01 pm

    filnamente ho potuto visitare il tuo blog,Igor,vedo che hai visto beiposti e incontrato personne interessanti! Ti auguro che il tuo percorso continui per il meglio.( sia attento a non forzare troppo la caviglia, parola di mamma!) Un bacio affettuoso . Florence

    • 3 florence agosto 12, 2011 alle 5:05 pm

      Vedo che hai visto bei posti e incontrato personne interessanti! Ti auguro che il tuo percorso continui per il meglio.(sia attento a non forzare la caviglia, parola di mamma!).Un bacio affettuoso.Flo


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About me

Igor D'India Freelance Videomaker Chi sono, cosa faccio, perchè non me ne sto a casa? Agli inizi ho effettuato reportage in zone di guerra (Bosnia, Caucaso, Sahara Occidentale ) o poco conosciute come la “finca” cubana nella regione di Guantanamo. Qualche passaggio in Asia e Africa con una vecchia Y10 e un equipaggio di folli (in senso positivo) ha arricchito il quadro delle avventure in luoghi non proprio raccomandabili. Queste esperienze sono state per me una formazione indispensabile per le avventure venute in seguito, come la Marsala-Torino in bici per i 150 anni dell'Unità d'Italia, la risalita a piedi del martoriato fiume Oreto di Palermo, il mese in isolamento in una grotta profonda 25 metri nel Monte Pellegrino (Pa) e l'attraversamento del Canada in autostop in inverno. Lo scopo dei miei lavori è spesso raccontare una spedizione (solitaria o in team) o un importante avvenimento verificatosi nel luogo che si attraversa, con pochi a disposizione. Lo stile tende a essere quello degli esploratori/documentaristi di un tempo: imprese difficili con mezzi improbabili. Forse non sarà rimasto niente da esplorare, ma si possono fare esperienze straordinarie anche dietro casa se si affrontano in un certo modo. Supporti tecnologici che fanno "il lavoro per te", ad esempio, possono contaminare l'approccio onesto all'esperienza e rovinarne il senso. Dove si è da soli davanti all' ignoto e dove si pagano cari gli errori commessi, il successo (senza trucchi) così come il fallimento, garantiscono una maturazione personale più rapida delle esperienze ordinarie. Se poi le cose vanno male o è colpa tua o dell' imponderabile. In tutti i casi ci si trova sempre a dire "ma chi me lo ha fatto fare?". I ricordi te li godi dopo, davanti a una fresca birra con gli amici, o davanti a una tastiera, quando metti nero su bianco l'accaduto, tra il sorriso e la nostalgia.

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