14 Agosto.Una giornata movimentata

Lasciatemelo dire, le provinciali italiane sono in stato di totale abbandono e tolte superstrade e autostrade saremmo messi peggio della Romania o dell’ Ucraina. Questo viaggio tra le “strade vecchie”, un tempo luogo di passaggio di mercanti, viaggiatori e persino eserciti, sono ora aborti di asfalto. L’effetto lavatrice persiste, si spaccano raggi, si perde tempo. Il problema è principalmente qua in centro Italia. Fino a ora c’erano state buche, sassi, qualche via con sampietrini… ma mai 15 km di strade degli anni quaranta! Certo, il progresso impone strade veloci, grandi opere, e le strade storiche? Abbandonate. Se voglio viaggiare da un paese all’ altro in vespa? Cazzi tuoi, ti monti le sospensioni da enduro. E se un giorno passa uno in bici da corsa? Ditegli che si fa le tappe del giro d’Italia invece delle strade che non servono che ai locali. Così era ridotta la 1001 oggi e, dato il giorno di vacanza, nessuno era pronto a sistemarla.

I raggi non sono un problema grosso, certo fanno perdere tempo, ma mai come una strada segnata che all’improvviso sparisce e diventa…il torrente Toscana. Ho guadato il maleodorante fiume con la bici per poi verificare a piedi la continuazione del tracciato, ma nulla. Sbarrato. Continuava qualche decametro più avanti tra i cespugli sotto la maledetta superstrada. Ho chiesto a una signora che passava per caso su una strada parallela e mi ha detto “ma quella che dici tu non esiste da anni ormai. Prendi per di qua che vai sicuro a Perugia.” E dopo diversi giri in un budello di vicoli riecco la strada.

Per il resto fino a Perugia, sebbene i raggi rotti siano ora 5,la ruota non si è distrutta. Domani è ferragosto e nessuno mi può aiutare se non il caso. Forse dovrò aspettare qua tutto domani e già mi mangio le mani per la voglia di ripartire. Mi sa che stavolta cambio la ruota intera… oppure monto i raggi forgiati dal dio Vulcano, perché rischio di arrivare a Torino su un monociclo e non ho voglia di fermarmi ancora. La meta è a portata di mano.
Una curiosità…mentre pensavo ” se becco quel bastardo che ha fatto sta mappa…” è apparso questo cartello.

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1 Response to “14 Agosto.Una giornata movimentata”


  1. 1 Silvia agosto 18, 2011 alle 12:04 pm

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Igor D'India Freelance Videomaker Chi sono, cosa faccio, perchè non me ne sto a casa? Agli inizi ho effettuato reportage in zone di guerra (Bosnia, Caucaso, Sahara Occidentale ) o poco conosciute come la “finca” cubana nella regione di Guantanamo. Qualche passaggio in Asia e Africa con una vecchia Y10 e un equipaggio di folli (in senso positivo) ha arricchito il quadro delle avventure in luoghi non proprio raccomandabili. Queste esperienze sono state per me una formazione indispensabile per le avventure venute in seguito, come la Marsala-Torino in bici per i 150 anni dell'Unità d'Italia, la risalita a piedi del martoriato fiume Oreto di Palermo, il mese in isolamento in una grotta profonda 25 metri nel Monte Pellegrino (Pa) e l'attraversamento del Canada in autostop in inverno. Lo scopo dei miei lavori è spesso raccontare una spedizione (solitaria o in team) o un importante avvenimento verificatosi nel luogo che si attraversa, con pochi a disposizione. Lo stile tende a essere quello degli esploratori/documentaristi di un tempo: imprese difficili con mezzi improbabili. Forse non sarà rimasto niente da esplorare, ma si possono fare esperienze straordinarie anche dietro casa se si affrontano in un certo modo. Supporti tecnologici che fanno "il lavoro per te", ad esempio, possono contaminare l'approccio onesto all'esperienza e rovinarne il senso. Dove si è da soli davanti all' ignoto e dove si pagano cari gli errori commessi, il successo (senza trucchi) così come il fallimento, garantiscono una maturazione personale più rapida delle esperienze ordinarie. Se poi le cose vanno male o è colpa tua o dell' imponderabile. In tutti i casi ci si trova sempre a dire "ma chi me lo ha fatto fare?". I ricordi te li godi dopo, davanti a una fresca birra con gli amici, o davanti a una tastiera, quando metti nero su bianco l'accaduto, tra il sorriso e la nostalgia.

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