15 Agosto. Sosta forzata a Perugia.

Sono qua da ieri sera e mi sembra di essere a Silent Hill. Perugia é dei turisti. Almeno fino a domani. E io non posso fare niente di utile. Ieri, per tutto il giorno, ho vagato per località deserte. Passava una macchina ogni tanto, c’ era un bar aperto ogni 15km. Ho pensato “l’importante che martedì tornano se no metto nastro dappertutto e vado avanti lo stesso”. Ho parlato con un paio di persone e sembra che ci siano buoni negozi di bici nelle vicinanze. C’è solo una cosa da fare ora purtroppo: aspettare.

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1 Response to “15 Agosto. Sosta forzata a Perugia.”


  1. 1 Paolo agosto 15, 2011 alle 12:59 pm

    Ciao
    in questa tua sosta forzata non mi resta che augurarti un riposante ferragosto. Cogli l’aspetto positivo, riposo es di stretching e ti ritempri x la volata finale..il tuo resoconto mandalo a questo Governo che pensa solo se stesso!!

    Ti segue e accompagno con 6 ore di fuso orario!
    Forza Igor
    Pablo


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About me

Igor D'India Freelance Videomaker Chi sono, cosa faccio, perchè non me ne sto a casa? Agli inizi ho effettuato reportage in zone di guerra (Bosnia, Caucaso, Sahara Occidentale ) o poco conosciute come la “finca” cubana nella regione di Guantanamo. Qualche passaggio in Asia e Africa con una vecchia Y10 e un equipaggio di folli (in senso positivo) ha arricchito il quadro delle avventure in luoghi non proprio raccomandabili. Queste esperienze sono state per me una formazione indispensabile per le avventure venute in seguito, come la Marsala-Torino in bici per i 150 anni dell'Unità d'Italia, la risalita a piedi del martoriato fiume Oreto di Palermo, il mese in isolamento in una grotta profonda 25 metri nel Monte Pellegrino (Pa) e l'attraversamento del Canada in autostop in inverno. Lo scopo dei miei lavori è spesso raccontare una spedizione (solitaria o in team) o un importante avvenimento verificatosi nel luogo che si attraversa, con pochi a disposizione. Lo stile tende a essere quello degli esploratori/documentaristi di un tempo: imprese difficili con mezzi improbabili. Forse non sarà rimasto niente da esplorare, ma si possono fare esperienze straordinarie anche dietro casa se si affrontano in un certo modo. Supporti tecnologici che fanno "il lavoro per te", ad esempio, possono contaminare l'approccio onesto all'esperienza e rovinarne il senso. Dove si è da soli davanti all' ignoto e dove si pagano cari gli errori commessi, il successo (senza trucchi) così come il fallimento, garantiscono una maturazione personale più rapida delle esperienze ordinarie. Se poi le cose vanno male o è colpa tua o dell' imponderabile. In tutti i casi ci si trova sempre a dire "ma chi me lo ha fatto fare?". I ricordi te li godi dopo, davanti a una fresca birra con gli amici, o davanti a una tastiera, quando metti nero su bianco l'accaduto, tra il sorriso e la nostalgia.

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