17 Agosto. 21:41. Dalle parti di Empoli

La straziante giornata di fatiche dentro al forno sembra finita. Con 37 gradi all’ombra mi sono trascinato a Firenze dall’unico biciclettaio aperto della città chiedendo pietà. E devo aver fatto pietà veramente perché mi è stata fatta più di una cortesia e mi hanno cambiato a poco prezzo il povero cerchio, concissimo e storto, che poveraccio non ne poteva più. Ho montato un 32 raggi, ma con raggi nuovi e più robusti, un copertone più spesso e sembra vada alla grande. Pare che le ruote che avevo prima fossero più simili a ruote da gara, leggere e sottili, ma meno adatte a prendere cannonate. Io poi non sono un fuscello e il carico del bagaglio è sui 6kg, quindi in curva, e maggiormente in piega, i raggi devono sopportare delle sollecitazioni esagerate per quello che sono stati progettati a reggere.
Ecco spiegato il calvario fin qui vissuto.

Lasciata Firenze dopo circa 3 ore di lavori ( il meccanico era un guru, ma doveva fare 200 cose contemporaneamente) ho proseguito verso Empoli.

Da queste parti poi si è fatto buio e non c’è stato verso di trovare un letto. Allora ho pensato ” boh, mangio un kebab da Ali Babà e riparto in notturna per Pisa”. Le gambe però oggi hanno pompato su una bici che ogni mezzo giro di ruota frenava e con 40 gradi mi sono un pò cotto. Allora ho chiesto al pakistano del locale se avesse idea di dove potessi andare. “Se per te non è un problema dormire in una stanza con 4 persone, puoi dormire da noi, senza pagare.”
Potevo mai rifiutare? Ora sono qua che aspetto che chiudano alle 24, la bici resterà chiusa al negozio di notte e la prenderò domattina… Maggiori news più tardi. W il Pakistan

20110817-095711.jpg

20110817-095730.jpg

20110817-095748.jpg

Annunci

1 Response to “17 Agosto. 21:41. Dalle parti di Empoli”


  1. 1 Mamma agosto 18, 2011 alle 6:29 am

    Vai ragazzo, vai…come Martino in tanti vorremmo essere te, ma io so, e ora lo sai anche tu, perhè rompi tutti ‘sti raggi…caro il mio torello!!! Baci dalla famiglia. Ho sentito Giuliana, è stata carina…grazie 🙂


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...




Social Partner

About me

Igor D'India Freelance Videomaker Chi sono, cosa faccio, perchè non me ne sto a casa? Agli inizi ho effettuato reportage in zone di guerra (Bosnia, Caucaso, Sahara Occidentale ) o poco conosciute come la “finca” cubana nella regione di Guantanamo. Qualche passaggio in Asia e Africa con una vecchia Y10 e un equipaggio di folli (in senso positivo) ha arricchito il quadro delle avventure in luoghi non proprio raccomandabili. Queste esperienze sono state per me una formazione indispensabile per le avventure venute in seguito, come la Marsala-Torino in bici per i 150 anni dell'Unità d'Italia, la risalita a piedi del martoriato fiume Oreto di Palermo, il mese in isolamento in una grotta profonda 25 metri nel Monte Pellegrino (Pa) e l'attraversamento del Canada in autostop in inverno. Lo scopo dei miei lavori è spesso raccontare una spedizione (solitaria o in team) o un importante avvenimento verificatosi nel luogo che si attraversa, con pochi a disposizione. Lo stile tende a essere quello degli esploratori/documentaristi di un tempo: imprese difficili con mezzi improbabili. Forse non sarà rimasto niente da esplorare, ma si possono fare esperienze straordinarie anche dietro casa se si affrontano in un certo modo. Supporti tecnologici che fanno "il lavoro per te", ad esempio, possono contaminare l'approccio onesto all'esperienza e rovinarne il senso. Dove si è da soli davanti all' ignoto e dove si pagano cari gli errori commessi, il successo (senza trucchi) così come il fallimento, garantiscono una maturazione personale più rapida delle esperienze ordinarie. Se poi le cose vanno male o è colpa tua o dell' imponderabile. In tutti i casi ci si trova sempre a dire "ma chi me lo ha fatto fare?". I ricordi te li godi dopo, davanti a una fresca birra con gli amici, o davanti a una tastiera, quando metti nero su bianco l'accaduto, tra il sorriso e la nostalgia.

Post Archive

Free donations

Inserisci la tua mail per essere avvisato quando viene pubblicato un nuovo post!

Segui assieme ad altri 1.091 follower


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: