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3 Responses to “”


  1. 1 Riccardo agosto 26, 2011 alle 6:28 am

    Come canta Morandi…uno su mille ce la fa!…
    Ce l’hai fatta Igor!!!…alla prossima bella e pazza avventura.

  2. 2 Lorenzo agosto 26, 2011 alle 3:09 pm

    Cavolo… Ce l’hai fatta! Era un po’ che non controllavo il tuo blog, oggi mi sono ricordato ed è già tutto finito. Sarà che sono in ferie e ho la testa per aria! Complimenti davvero, una bellissima avventura che ti invidio profondamente!

    P.S: Non so se ti ricordi, sono il tipo che riconoscendoti ti ha fermato in via Ausonia a Palermo, mentre parlavi con una ragazza.

  3. 3 Marjeta agosto 26, 2011 alle 8:25 pm

    Doktor Nasič !
    Sei FORTE ancora una volta. Bravo. Unico sei.
    Siamo sicuri che sara in futuro ancora qualche esperienza dura, altro che come questa seconda. Perche sei veramente speciale, forte ma semplice e simpatico. Una combinazione unica.
    Grande abbracio con saluti da Slovenija.
    Čestitamo !
    Marjeta&Tone


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About me

Igor D'India Freelance Videomaker Chi sono, cosa faccio, perchè non me ne sto a casa? Agli inizi ho effettuato reportage in zone di guerra (Bosnia, Caucaso, Sahara Occidentale ) o poco conosciute come la “finca” cubana nella regione di Guantanamo. Qualche passaggio in Asia e Africa con una vecchia Y10 e un equipaggio di folli (in senso positivo) ha arricchito il quadro delle avventure in luoghi non proprio raccomandabili. Queste esperienze sono state per me una formazione indispensabile per le avventure venute in seguito, come la Marsala-Torino in bici per i 150 anni dell'Unità d'Italia, la risalita a piedi del martoriato fiume Oreto di Palermo, il mese in isolamento in una grotta profonda 25 metri nel Monte Pellegrino (Pa) e l'attraversamento del Canada in autostop in inverno. Lo scopo dei miei lavori è spesso raccontare una spedizione (solitaria o in team) o un importante avvenimento verificatosi nel luogo che si attraversa, con pochi a disposizione. Lo stile tende a essere quello degli esploratori/documentaristi di un tempo: imprese difficili con mezzi improbabili. Forse non sarà rimasto niente da esplorare, ma si possono fare esperienze straordinarie anche dietro casa se si affrontano in un certo modo. Supporti tecnologici che fanno "il lavoro per te", ad esempio, possono contaminare l'approccio onesto all'esperienza e rovinarne il senso. Dove si è da soli davanti all' ignoto e dove si pagano cari gli errori commessi, il successo (senza trucchi) così come il fallimento, garantiscono una maturazione personale più rapida delle esperienze ordinarie. Se poi le cose vanno male o è colpa tua o dell' imponderabile. In tutti i casi ci si trova sempre a dire "ma chi me lo ha fatto fare?". I ricordi te li godi dopo, davanti a una fresca birra con gli amici, o davanti a una tastiera, quando metti nero su bianco l'accaduto, tra il sorriso e la nostalgia.

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