ORETO THE URBAN ADVENTURE-il film

La versione non sottotitolata in inglese di ORETO THE URBAN ADVENTURE è finalmente disponibile  su questo blog. Ad Aprile promuoveremo l’uscita della versione sottotitolata in inglese sul sito http://www.igordindia.it.

Vorrei ringraziare coloro che hanno preso parte al progetto, specie nella postproduzione. Senza il supporto di Francesco De Marco (sound designer), Manuela Di Pisa (color correction e grafiche), Pietro Bonanno e Sergio Ientile (musiche originali), Alessandro Albanese (timelapse fotografici), e i contributi fotografici di Giuseppe Battaglia e Salvo Glorioso, questo lavoro non sembrerebbe altro che un’accozzaglia di riprese piene d’acqua.

A loro, e alla mia paziente famiglia va la mia riconoscenza.

Al Palab e a Vassily Sortino (addetto stampa) dico grazie per aver reso possibile addirittura 3 proiezioni in una serata sola, data l’affluenza del pubblico (che ha arricchito le proiezioni con interventi e testimonianze importanti).

Buona visione e alla prossima

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29 Responses to “ORETO THE URBAN ADVENTURE-il film”


  1. 1 Alberto Terranova marzo 6, 2012 alle 2:18 pm

    L’oreto come metafora della ricerca dell’IO
    Io nonostante tutto continuo a sperare, in un mondo migliore.
    COMPLIMENTI IGOR

  2. 2 Giulio marzo 6, 2012 alle 5:52 pm

    Sei un eroe!! l’oreto è proprio la metafora della nostra città.

  3. 3 giuseppina messina marzo 6, 2012 alle 7:15 pm

    Bravo Igor.la nostra città ha bisogno di gente come te..aspetto un .futuro..

  4. 4 Federica Dominici marzo 6, 2012 alle 9:12 pm

    come sempre riesci a far vivere delle esperienze uniche anche a gente come noi, che di farle non avremmo mai il coraggio! ancora complimentissimi!

  5. 5 giuseppe barbera marzo 6, 2012 alle 10:26 pm

    sono emozionato. Vorrei incontrarti. Come fare? la mia email è giuseppe.barbera@unipa.it

  6. 6 maurè marzo 6, 2012 alle 10:38 pm

    un grande, davvero un grande!! lo rivedrei altre 100 volte!!

    GRAZIE!!! Mauro

  7. 7 Ale Pomes marzo 7, 2012 alle 7:45 am

    Devo comunque lasciarti un messaggio..ma non so piú che aggiungere oltre alla mia sponsorizzazione e alla mia gratitudine per farci sentire piú vivi, a tutti noi palermitani.I tuoi lavori sono tutti splendidi perché fatti con umile coraggio.Da me avrai sempre un appoggio morale e, per quanto si puó, sponsorizzato…un abbraccione.

  8. 8 Roberta marzo 7, 2012 alle 10:39 am

    Complimenti, un bel documentario davvero.
    Continuo a sperare che questo inferno di rifiuti posso tornare ad essere un angolo di paradiso…
    Grazie Igor

  9. 10 kristian marzo 7, 2012 alle 9:29 pm

    Amico mio..più di 10 anni da quella famosa rosa tra le macerie di Sarajevo.Quella rosa ha segnato un momento importantissimo per tutti e due.La presa di coscienza su noi stessi e le nostre vite future.Da allora un filo ci unisce e ci vede ancora oggi insieme con un vivace sguardo verso il futuro.Sono troppo felice del risultato di domenica ti è dovuto..Ti voglio bene.Sciughy:-).

  10. 11 Ivan marzo 7, 2012 alle 9:45 pm

    bellissimo video!
    mi dispiace che ti sei fermato ai due torrenti, mi sarebbe piaciuto vedere la vera e propria sorgente… 😦

    • 12 igordindia marzo 7, 2012 alle 10:18 pm

      ce n’erano un pò troppe…non vale la regola del serpente con la coda più lunga 🙂

      • 13 Ivan marzo 7, 2012 alle 11:13 pm

        effettivamente io un po’ di tempo fa ho provato a seguire con gmaps l’oreto fino alla sorgente, e visto dall’alto non è poi molto chiaro determinare il percorso che si confonde nella vegetazione, figuriamoci le varie lunghezze degli affluenti. 🙂 Quelle magari le puoi trovare in qualche cartina vecchio stile…
        O magari si potrebbe prendere la regola del fiume più piccolo che si getta nel più grande…
        anche se alla fine sono tutte convenzioni ^^’

        magari le origini del fiume le vedremo nel secondo capitolo del video 😉
        in bocca al lupo!

  11. 14 Vittorio Greco marzo 7, 2012 alle 11:23 pm

    Grazie, grazie, grazie, mio concittadino.

  12. 15 Giovannella Brancato marzo 8, 2012 alle 7:08 am

    pochi mezzi e tanto coraggio, è emozionante e coinvolgente. bravo !

  13. 17 Simone marzo 12, 2012 alle 4:03 pm

    Complimenti Igor, hai fatto qualcosa di molto “Bello”. E solo la Bellezza ci può salvare, la Bellezza di chi si rivolta contro ciò che è diventato una triste e opprimente consuetudine..

  14. 18 Paola marzo 14, 2012 alle 10:54 am

    Stupita da questo docu-film … IL fiume Oreto, questo sconosciuto. Ammirazione per Igor D’India che ha rischiato la vita per svelarci il corso maledettamente merdoso del fiume oreto

  15. 19 Laura marzo 17, 2012 alle 9:26 am

    Sei un grande, hai tutta la mia stima!

  16. 20 flylowhithard marzo 25, 2012 alle 7:58 pm

    Bravo Igor, e in bocca al lupo per la prossima fatica!

  17. 21 Helen marzo 25, 2012 alle 9:20 pm

    Interessantissimo!

  18. 22 Hélène Fourcade marzo 31, 2012 alle 3:11 pm

    magnifique documentaire !!! Je suis sans voix….Je suis heureuse de voir que des pêrsonnes comme toi dénoncent la bêtise humaine….Je t’embrasse et te suis dans tes nouvelles aventures (dans la grotte)
    ta cousine française hélène


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About me

Igor D'India Freelance Videomaker Chi sono, cosa faccio, perchè non me ne sto a casa? Agli inizi ho effettuato reportage in zone di guerra (Bosnia, Caucaso, Sahara Occidentale ) o poco conosciute come la “finca” cubana nella regione di Guantanamo. Qualche passaggio in Asia e Africa con una vecchia Y10 e un equipaggio di folli (in senso positivo) ha arricchito il quadro delle avventure in luoghi non proprio raccomandabili. Queste esperienze sono state per me una formazione indispensabile per le avventure venute in seguito, come la Marsala-Torino in bici per i 150 anni dell'Unità d'Italia, la risalita a piedi del martoriato fiume Oreto di Palermo, il mese in isolamento in una grotta profonda 25 metri nel Monte Pellegrino (Pa) e l'attraversamento del Canada in autostop in inverno. Lo scopo dei miei lavori è spesso raccontare una spedizione (solitaria o in team) o un importante avvenimento verificatosi nel luogo che si attraversa, con pochi a disposizione. Lo stile tende a essere quello degli esploratori/documentaristi di un tempo: imprese difficili con mezzi improbabili. Forse non sarà rimasto niente da esplorare, ma si possono fare esperienze straordinarie anche dietro casa se si affrontano in un certo modo. Supporti tecnologici che fanno "il lavoro per te", ad esempio, possono contaminare l'approccio onesto all'esperienza e rovinarne il senso. Dove si è da soli davanti all' ignoto e dove si pagano cari gli errori commessi, il successo (senza trucchi) così come il fallimento, garantiscono una maturazione personale più rapida delle esperienze ordinarie. Se poi le cose vanno male o è colpa tua o dell' imponderabile. In tutti i casi ci si trova sempre a dire "ma chi me lo ha fatto fare?". I ricordi te li godi dopo, davanti a una fresca birra con gli amici, o davanti a una tastiera, quando metti nero su bianco l'accaduto, tra il sorriso e la nostalgia.

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