L’ autorizzazione che ha dato il via

La Riserva Naturale Orientata di Monte Pellegrino ha ufficialmente dato il consenso al progetto “Racconti dal sottosuolo” che partirà domenica 25 Marzo.

Il Direttore della Riserva, il Dott. Salvatore Palascino, aveva mostrato già interesse per questo “esperimento narrativo”, ma ha chiesto maggiori informazioni sugli aspetti scientifici e in merito all’organizzazione e alla sicurezza (mia e dell’ambiente che mi ospiterà).

Ottenute le informazioni richieste (fornite anche dal CNSAS e dall’ INGV), accompagnate da  una liberatoria che solleva la Riserva “da qualsiasi coinvolgimento o rivendicazione relativa a eventuali incidenti”,  e dopo una telefonata dai toni amichevoli tra me e il Dott. Palascino , mi è stata rilasciata l’autorizzazione ufficiale che permetterà di cominciare la fase operativa dei “lavori”.

Nella giornata di oggi si svolgerà un incontro con il Soccorso Alpino e Speleologico per chiarire  alcuni aspetti dell’organizzazione.

Intanto durante l’ultimo sopralluogo in grotta mi sono detto…”beh…certo che spazio ce n’è proprio poco per attrezzare sto benedetto campo sotterraneo!”.

Staremo a vedere anche stavolta come andranno le cose. A brevissimo news e un nuovo video.

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1 Response to “L’ autorizzazione che ha dato il via”


  1. 1 Pablo marzo 17, 2012 alle 6:42 pm

    Ciao. Semplicemente un in bocca al lupo per questa ennesima “impresa”. Con affetto. Pablo


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Igor D'India Freelance Videomaker Chi sono, cosa faccio, perchè non me ne sto a casa? Agli inizi ho effettuato reportage in zone di guerra (Bosnia, Caucaso, Sahara Occidentale ) o poco conosciute come la “finca” cubana nella regione di Guantanamo. Qualche passaggio in Asia e Africa con una vecchia Y10 e un equipaggio di folli (in senso positivo) ha arricchito il quadro delle avventure in luoghi non proprio raccomandabili. Queste esperienze sono state per me una formazione indispensabile per le avventure venute in seguito, come la Marsala-Torino in bici per i 150 anni dell'Unità d'Italia, la risalita a piedi del martoriato fiume Oreto di Palermo, il mese in isolamento in una grotta profonda 25 metri nel Monte Pellegrino (Pa) e l'attraversamento del Canada in autostop in inverno. Lo scopo dei miei lavori è spesso raccontare una spedizione (solitaria o in team) o un importante avvenimento verificatosi nel luogo che si attraversa, con pochi a disposizione. Lo stile tende a essere quello degli esploratori/documentaristi di un tempo: imprese difficili con mezzi improbabili. Forse non sarà rimasto niente da esplorare, ma si possono fare esperienze straordinarie anche dietro casa se si affrontano in un certo modo. Supporti tecnologici che fanno "il lavoro per te", ad esempio, possono contaminare l'approccio onesto all'esperienza e rovinarne il senso. Dove si è da soli davanti all' ignoto e dove si pagano cari gli errori commessi, il successo (senza trucchi) così come il fallimento, garantiscono una maturazione personale più rapida delle esperienze ordinarie. Se poi le cose vanno male o è colpa tua o dell' imponderabile. In tutti i casi ci si trova sempre a dire "ma chi me lo ha fatto fare?". I ricordi te li godi dopo, davanti a una fresca birra con gli amici, o davanti a una tastiera, quando metti nero su bianco l'accaduto, tra il sorriso e la nostalgia.

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