Ad un passo dalla “discesa”

Dopo un lavoro in grotta di circa 10 ore filate, con 4 amici del Soccorso Alpino e Speleologico, la grotta è finalmente messa in sicurezza. Sono state disposte 5 reti intorno al campo per evitare un mio accidentale volo nei pozzi che circonderanno “casa mia”. Dalle foto sembrano banali recinzioni messe a casaccio, ma garantisco che sono ben ancorate e reggono pesi molto superiori al mio. Chi le ha installate non fa certo questi lavori da un giorno.

Mentre i ragazzi preparavano con cura gli sbarramenti, io spianavo leggermente la pavimentazione del campo per aumentare la calpestabilità, eliminando gli ostacoli  e agevolando i passaggi alle varie zone. 

L’ambiente è effettivamente molto umido e fangoso (trattandosi di un vecchio crollo), ma sembra accettabile. La temperatura registrata oggi è di 17,6 C° costanti. Lo stillicidio c’è e non si può ignorare. Abbiamo infatti coperto la zona notte, che coincide con l’area pranzo ( in una casa è sconsigliato, in una grotta di 6 mq necessario).  Quest’ultima è comunque leggermente rialzata.

La “ritirata” è invece un metro e mezzo più sotto, sull’orlo di un altro pozzo, e con tutta probabilità dovrà essere ulteriormente sistemata con un piccolo terrazzamento. Il tutto sempre nel massimo rispetto dell’ambiente che ci accoglie e delle regole della riserva. Sperimenterò soluzioni alternative durante la permanenza. Dopo essere entrati in casa ci si sistema, la si pulisce e si cerca di personalizzarla e  viverla. Sarà così anche per la grotta. Intanto la stanza da letto della mia vera abitazione è diventata  un magazzino e non vedo l’ora di fare “il trasloco”.

Prima di entrare farò un breve riepilogo e risponderò a chi mi ha chiesto news sulla vivibilità del campo e le curiosità del caso (dove mangi, dove dormi, cosa fai , dove la fai…?), ma è anche giusto che lo scopriate durante e non prima.Un avvertimento importante.

PER MOTIVI INERENTI ALLA MIA SICUREZZA, ALLA RIUSCITA DELL’ESPERIMENTO E ALLA TUTELA DELLA RISERVA, NON VERRA’ DIVULGATA ALCUNA INDICAZIONE SULLA POSIZIONE DELLA GROTTA.INVITO QUINDI GLI SPELEO CHE SEGUIRANNO IL BLOG, E CHE RICONOSCERANNO I LUOGHI IN QUESTIONE, A EVITARE LA DIFFUSIONE DI INFORMAZIONI CHE POTREBBERO PORTARE  A SPIACEVOLI SITUAZIONI.

IL POZZO DI INGRESSO E’ NASCOSTO, NON SEGNALATO ED ESTREMAMENTE PERICOLOSO!!!

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Igor D'India Freelance Videomaker Chi sono, cosa faccio, perchè non me ne sto a casa? Agli inizi ho effettuato reportage in zone di guerra (Bosnia, Caucaso, Sahara Occidentale ) o poco conosciute come la “finca” cubana nella regione di Guantanamo. Qualche passaggio in Asia e Africa con una vecchia Y10 e un equipaggio di folli (in senso positivo) ha arricchito il quadro delle avventure in luoghi non proprio raccomandabili. Queste esperienze sono state per me una formazione indispensabile per le avventure venute in seguito, come la Marsala-Torino in bici per i 150 anni dell'Unità d'Italia, la risalita a piedi del martoriato fiume Oreto di Palermo, il mese in isolamento in una grotta profonda 25 metri nel Monte Pellegrino (Pa) e l'attraversamento del Canada in autostop in inverno. Lo scopo dei miei lavori è spesso raccontare una spedizione (solitaria o in team) o un importante avvenimento verificatosi nel luogo che si attraversa, con pochi a disposizione. Lo stile tende a essere quello degli esploratori/documentaristi di un tempo: imprese difficili con mezzi improbabili. Forse non sarà rimasto niente da esplorare, ma si possono fare esperienze straordinarie anche dietro casa se si affrontano in un certo modo. Supporti tecnologici che fanno "il lavoro per te", ad esempio, possono contaminare l'approccio onesto all'esperienza e rovinarne il senso. Dove si è da soli davanti all' ignoto e dove si pagano cari gli errori commessi, il successo (senza trucchi) così come il fallimento, garantiscono una maturazione personale più rapida delle esperienze ordinarie. Se poi le cose vanno male o è colpa tua o dell' imponderabile. In tutti i casi ci si trova sempre a dire "ma chi me lo ha fatto fare?". I ricordi te li godi dopo, davanti a una fresca birra con gli amici, o davanti a una tastiera, quando metti nero su bianco l'accaduto, tra il sorriso e la nostalgia.

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