Umidità – D10

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5 Responses to “Umidità – D10”


  1. 1 mamma aprile 10, 2012 alle 7:24 pm

    Ovviamente il commento di mami te lo leggerai dopo..però intanto diciamo :che hai una grafia da gallina, gli occhi a pampinella( mangi? dormi? fai altro?) I mosconi amano l’umidità e infatti in questi giorni forse ne abbiamo avuta più fuori che lì da te e infine….la nonna piange e a me manchi ( posso dirglielo Dott. Martino vero? tanto non mi legge!!!! )
    ciao

  2. 2 DERELITTO aprile 11, 2012 alle 10:53 am

    pur non avendo ricevuto risposte, sono sempre qui, in attesa, a seguire la tua strana operazione (di marketing ? spero di no!) esperimento , documento, esperienza… non saprei definire questa tua “follia” di stare giorni e giorni sotto terra senza contatti con il mondo esterno.

    spero tu una volta fuori (perchè solo ora capisco che i tuoi post non li digiti materialmente tu, ma li passi via “posta pneumatica” in superficie ai tuoi collaboratori esterni) possa rispondere ai miei quesiti.

    La curiosità suscitata in noi cresce.

  3. 3 DERELITTO aprile 11, 2012 alle 10:55 am

    PS Qualcuno mi ha suggerito che tu ti candiderai alle prossime comunali e che la tua sarebbe un’azione pubblicitaria, spero sia solo una battuta quella che ho sentito…

    <> 😉

  4. 4 v17h3m aprile 11, 2012 alle 9:24 pm

    seguendo da vicino l’amico Igor posso assicurare a tutti che non è un’azione pubblicitaria in tempo di campagna elettorale. Sarei quasi tentato di buttare un pizzino anonimo in grotta per riferirgli queste voci e fargli fare un paio di grasse risate, solo che non posso!
    A conferma della genuinità dell’impegno credo che basti fare un giro sul blog o sul sito http://www.igordindia.it/ per rendersi conto che non è nuovo a queste imprese, e che non sono mai state veicolo per nulla che non fosse strettamente legato al suo modo di vedere la vita.

    Se fosse solo pubblicità credo che le cose sarebbero molto più facili anche per i suoi amici!! 😉

  5. 5 DERELITTO aprile 13, 2012 alle 12:28 pm

    sono contento di leggere questo. Io francamente avevo realmente sentito questa “voce” che a questo punto posso definire “pattume mediatico” nel corso di un aperitivo in centro storico… mi pareva giusto riferire per offrire l’opportunità di smentita.

    grazie e a presto, continuiamo a seguirti.


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About me

Igor D'India Freelance Videomaker Chi sono, cosa faccio, perchè non me ne sto a casa? Agli inizi ho effettuato reportage in zone di guerra (Bosnia, Caucaso, Sahara Occidentale ) o poco conosciute come la “finca” cubana nella regione di Guantanamo. Qualche passaggio in Asia e Africa con una vecchia Y10 e un equipaggio di folli (in senso positivo) ha arricchito il quadro delle avventure in luoghi non proprio raccomandabili. Queste esperienze sono state per me una formazione indispensabile per le avventure venute in seguito, come la Marsala-Torino in bici per i 150 anni dell'Unità d'Italia, la risalita a piedi del martoriato fiume Oreto di Palermo, il mese in isolamento in una grotta profonda 25 metri nel Monte Pellegrino (Pa) e l'attraversamento del Canada in autostop in inverno. Lo scopo dei miei lavori è spesso raccontare una spedizione (solitaria o in team) o un importante avvenimento verificatosi nel luogo che si attraversa, con pochi a disposizione. Lo stile tende a essere quello degli esploratori/documentaristi di un tempo: imprese difficili con mezzi improbabili. Forse non sarà rimasto niente da esplorare, ma si possono fare esperienze straordinarie anche dietro casa se si affrontano in un certo modo. Supporti tecnologici che fanno "il lavoro per te", ad esempio, possono contaminare l'approccio onesto all'esperienza e rovinarne il senso. Dove si è da soli davanti all' ignoto e dove si pagano cari gli errori commessi, il successo (senza trucchi) così come il fallimento, garantiscono una maturazione personale più rapida delle esperienze ordinarie. Se poi le cose vanno male o è colpa tua o dell' imponderabile. In tutti i casi ci si trova sempre a dire "ma chi me lo ha fatto fare?". I ricordi te li godi dopo, davanti a una fresca birra con gli amici, o davanti a una tastiera, quando metti nero su bianco l'accaduto, tra il sorriso e la nostalgia.

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