Roccia – D14

[vimeo vimeo.com/40320534]
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3 Responses to “Roccia – D14”


  1. 1 giuseppe aprile 16, 2012 alle 11:43 am

    Non vedo la minima utilità di questo esperimento se non il fatto di fare una vacanza spesata e strana in grotta.

    Nessuna possibile applicazione con la realtà, perchè, in realtà, sto tizio non è solo
    .
    Cibo, acqua e sensori che ti controllano, uno staff “fisso” di 5 persone che ti sorvegliano, collegamento diretto con il soccorso alpino allerta 24/24h…

    E si, sei proprio isolato dal mondo sapendo che dopo 30gg sarai svegliato

    • 2 igordindia aprile 25, 2012 alle 2:39 am

      Sono stato lo spelonauta con meno sussidi in assoluto. Nessuno lo ha mai fatto con così poco (solitamente alla peggio venivano finanziati dalla NASA).Per essere “isolato” per te dovrei essere stato travolto da una frana o internato in un lager 🙂 ma prometto che troverai molte risposte nel mio prossimo post sul punto della situazione 🙂 Grazie mille!Ps nessuno ti vieta di provarci anche tu con i mezzi che ritieni necessari 😉

  2. 3 Pablo aprile 16, 2012 alle 7:44 pm

    Dai Igor..ultima settimana per l’ennesimo traguardo..Un pensiero giornaliero.
    Pablo


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About me

Igor D'India Freelance Videomaker Chi sono, cosa faccio, perchè non me ne sto a casa? Agli inizi ho effettuato reportage in zone di guerra (Bosnia, Caucaso, Sahara Occidentale ) o poco conosciute come la “finca” cubana nella regione di Guantanamo. Qualche passaggio in Asia e Africa con una vecchia Y10 e un equipaggio di folli (in senso positivo) ha arricchito il quadro delle avventure in luoghi non proprio raccomandabili. Queste esperienze sono state per me una formazione indispensabile per le avventure venute in seguito, come la Marsala-Torino in bici per i 150 anni dell'Unità d'Italia, la risalita a piedi del martoriato fiume Oreto di Palermo, il mese in isolamento in una grotta profonda 25 metri nel Monte Pellegrino (Pa) e l'attraversamento del Canada in autostop in inverno. Lo scopo dei miei lavori è spesso raccontare una spedizione (solitaria o in team) o un importante avvenimento verificatosi nel luogo che si attraversa, con pochi a disposizione. Lo stile tende a essere quello degli esploratori/documentaristi di un tempo: imprese difficili con mezzi improbabili. Forse non sarà rimasto niente da esplorare, ma si possono fare esperienze straordinarie anche dietro casa se si affrontano in un certo modo. Supporti tecnologici che fanno "il lavoro per te", ad esempio, possono contaminare l'approccio onesto all'esperienza e rovinarne il senso. Dove si è da soli davanti all' ignoto e dove si pagano cari gli errori commessi, il successo (senza trucchi) così come il fallimento, garantiscono una maturazione personale più rapida delle esperienze ordinarie. Se poi le cose vanno male o è colpa tua o dell' imponderabile. In tutti i casi ci si trova sempre a dire "ma chi me lo ha fatto fare?". I ricordi te li godi dopo, davanti a una fresca birra con gli amici, o davanti a una tastiera, quando metti nero su bianco l'accaduto, tra il sorriso e la nostalgia.

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