Intanto grazie

Grazie per essermi stati come sempre accanto anche se solo con il pensiero. Pubblicherò un doveroso post dettagliato con impressioni,spiegazioni (anche tecniche) per soddisfare curiosità ed eventuali perplessità.Evidenzierò i punti deboli dell’impresa dalla quale ho imparato molto per le prossime volte e ne racconterò il “mio senso”.

igor

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5 Responses to “Intanto grazie”


  1. 1 Sara G Pace aprile 25, 2012 alle 12:47 pm

    sei stato semplicemente grande! bentornato su! 🙂

  2. 2 Pablo aprile 25, 2012 alle 4:05 pm

    Cavernicolo…finalmente fuori?… Sono contento per l’ennesimo traguardo raggiunto. Non so se hai attuato i consigli che avevamo concordato e se hai preso nota…comunque sia BRAVO. Fammi sapere quando vuoi venire in studio x la “messa a punto”!!!
    Un abbraccio
    Pablo

  3. 3 Scomascomano! aprile 26, 2012 alle 5:43 am

    Sei finalmente uscito? Era una specie di Grande Fratello cavernicolo, con il dubbio della candidatura alla circoscrizione…. Quindi non è vera sta cpsa?

    Bentornato nel mondo dei vivi, racconta la tua esperienza, le tue impressioni etc!

  4. 4 DERELITTO aprile 26, 2012 alle 7:26 am

    Apettiamo i tuoi resoconti dettagliati
    Ciao

  5. 5 Mario aprile 27, 2012 alle 6:17 am

    ben tornato Igor.
    Sei un grande!
    Ciao da Mario , Antonella ed il piccolo Giuseppe


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About me

Igor D'India Freelance Videomaker Chi sono, cosa faccio, perchè non me ne sto a casa? Agli inizi ho effettuato reportage in zone di guerra (Bosnia, Caucaso, Sahara Occidentale ) o poco conosciute come la “finca” cubana nella regione di Guantanamo. Qualche passaggio in Asia e Africa con una vecchia Y10 e un equipaggio di folli (in senso positivo) ha arricchito il quadro delle avventure in luoghi non proprio raccomandabili. Queste esperienze sono state per me una formazione indispensabile per le avventure venute in seguito, come la Marsala-Torino in bici per i 150 anni dell'Unità d'Italia, la risalita a piedi del martoriato fiume Oreto di Palermo, il mese in isolamento in una grotta profonda 25 metri nel Monte Pellegrino (Pa) e l'attraversamento del Canada in autostop in inverno. Lo scopo dei miei lavori è spesso raccontare una spedizione (solitaria o in team) o un importante avvenimento verificatosi nel luogo che si attraversa, con pochi a disposizione. Lo stile tende a essere quello degli esploratori/documentaristi di un tempo: imprese difficili con mezzi improbabili. Forse non sarà rimasto niente da esplorare, ma si possono fare esperienze straordinarie anche dietro casa se si affrontano in un certo modo. Supporti tecnologici che fanno "il lavoro per te", ad esempio, possono contaminare l'approccio onesto all'esperienza e rovinarne il senso. Dove si è da soli davanti all' ignoto e dove si pagano cari gli errori commessi, il successo (senza trucchi) così come il fallimento, garantiscono una maturazione personale più rapida delle esperienze ordinarie. Se poi le cose vanno male o è colpa tua o dell' imponderabile. In tutti i casi ci si trova sempre a dire "ma chi me lo ha fatto fare?". I ricordi te li godi dopo, davanti a una fresca birra con gli amici, o davanti a una tastiera, quando metti nero su bianco l'accaduto, tra il sorriso e la nostalgia.

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