Resoconti medici-Racconti dal sottosuolo

Ci tengo a precisare che il team medico ha partecipato liberamente all’esperimento e per la stessa curiosità che mi ha portato a organizzarlo.

Alcuni di loro sono amici di vecchia data, altri sono professionisti che ho incontrato da poco, ma che mi hanno ispirato molta fiducia e che si sono rivelati altrettanto preziosi.

Il loro lavoro è stato svolto soprattutto durante la preparazione, a parte alcuni controlli periodici dello psicologo e del Dott. Napoli del CNSAS.

Questi sono dei brevi feedback che hanno rilasciato per il blog e come testimonianza personale.

Dott. Martino Lo Cascio, Psicologo

Non si può scendere sotto terra, restare in un “crollo” per un mese, farsi soli con le proprie irrevocabili domande senza una preparazione adeguata dal punto di vista psicologico. Con Igor non si partiva, però, da zero perché aveva già voluto confrontarsi in passato con imprese che mettono a dura prova la nostra psiche, sempre alquanto claudicante.

Sono stati condotti, dunque, due colloqui e numerose conversazioni informali prima che si calasse nel buio. Nei colloqui si è insieme esplorata la motivazione, le ragioni esplicite o più sottese all’avventura, le condizioni generali di salute e le potenzialità di risposta allo stress. Superando la difficoltà della “familiarità” fra psicologo e cliente, ci si è incuneati tra le pareti di roccia attraverso l’immaginazione, prefigurandosi asperità e scoperte, valutando la tenuta delle informazioni e dell’affettività, esplorando le qualità cui far ricorso in caso di criticità.

Inoltre è stato monitorato costantemente il tono dell’umore ed eventuali distorsioni della sfera cognitiva durante tutta la sua permanenza con contatti radio che avvenivano ogni 3/4 giorni circa ed in diversi orari (per noi che stavamo fuori in compagnia del tempo dell’orologio!). E’ stato anche effettuato un test di memoria a metà del mese e ha dato ottimi risultati e risposte che hanno incoraggiato nella prosecuzione.

Al termine dell’esperienza di speleonauta è stato fatto un breve incontro informale, in considerazione dell’osservazione immediata delle buone condizioni del soggetto all’uscita dal monte e dell’ottimo contesto ambientale e familiare dove avrebbe “decantato” nei giorni successivi. Del resto si è lasciata sempre aperta la possibilità che Igor richiedesse colloqui psicologici.

Infine, un ruolo non indifferente e forse non meno importante, è stato il continuo raccordo dello psicologo con lo staff che ha seguito costantemente il soggetto e, d’altronde, si sa che in queste imprese ci sono svariati fasi di tensione su cui la regolazione discreta delle dinamiche può divenire fondamentale.

Dott. Angelo Napoli, medico CNSAS

Devo dire che è stata un’ esperienza d’ altri tempi, originale perché ha interessato un non-speleologo.  Nessun problema dal punto di vista medico. Unica nota, Igor aveva una pressione massima altissima il giorno del ritorno in superficie. I parametri sono poi tornati normali nei giorni seguenti. Grande speleonauta e grande team!

Dott. Valter Gregorio, Biologo Nutrizionista

Igor D’India, questo Gennaio, si è presentato nel mio studio con una proposta alquanto inverosimile ma che ha stimolato la mia curiosità. Una volta intervistato e capito le sue motivazioni, ho appoggiato in toto la sua causa, prefissandoci un calo della massa grassa di almeno il 6/8% del peso nei due mesi prima dell’entrata in Grotta.

Il giorno dell’incontro, Igor, pesava 96 kg, così distribuiti: (dati estratti con metodo impedenziometrico) 35% di massa grassa, 65 % di massa magra ed un quantitativo di acqua pari a 46 litri.

Una volta valutati gli ultimi esami del sangue e risultati quest’ultimi nella norma; abbiamo intrapreso insieme un percorso dietetico basato su un calo ponderale armonico, che mantenesse integra la sua massa muscolare.

In 60 gg, Igor, sapientemente allenato, è riuscito a pesare 88 kg (giorno dell’entrata in grotta), mantenendo così la sua massa muscolare (71%) e perdendo solo massa grassa (29%).

Al fine di non perdere il lavoro fatto in quei due mesi, abbiamo insieme delineato un comportamento alimentare da seguire in Grotta.

Abbiamo preferito alimenti facilmente cucinabili e che non avrebbero saturato di odori sgradevoli i luoghi chiusi ed umidi della sua nuova “dimora”. Inoltre, con assoluto appoggio dell’Azienda Penta, abbiamo provato ad intervallare a cibi naturali anche cibi sintetici ipoglucidici, facili da preparare, di discreto sapore e con un apporto proteico molto alto.

Accompagnato da un continuo input di Sali minerali e vitamine, Igor, dopo 60 gg, ha lasciato i luoghi che lo avevano visto unico abitante con un emocromo assolutamente perfetto (cortisolo incluso) ed un peso di 85 kg, di cui 24% di massa grassa e 76% di massa magra, mantenendo un apporto di acqua intra ed extra cellulare costante.

In conclusione, i dati hanno dimostrato, che un regime ipocalorico preparatorio all’entrata in grotta è stato utile ad Igor per affrontare al meglio le situazioni e le difficoltà logistiche della grotta. Una volta dentro, ha ridotto sensibilmente il suo apporto calorico, vuoi per la ridotta attività fisica, vuoi per la mancanza di luce e per il disquilibrio del ritmo circadiano, è riuscito a mantenere integra e ben tonica la sua massa muscolare a scapito della massa grassa.

Dr. Paolo Mottareale, massoterapista osteopata, mezièrista

In seguito a un incontro presso il mio studio Igor mi ha parlato del suo nuovo progetto relativo alla permanenza in grotta. Avevo già seguito le sue precedenti esperienze e ho voluto contribuire con qualche consiglio  sulla pratica di alcuni esercizi di respirazione, agendo in particolare sul diaframma.

Il diaframma oltre che nella nella fase inspiratoria, ha un ruolo importante negli elementi articolari e vascolo nervosi.

Gli esercizi di respirazione, attuati sia in posizione seduta che in decubito con gambe flesse, adattati alla situazione in grotta, hanno avuto una funzione di rilassamento generale a livello emozionale, viscerale e muscolare. Inoltre, l’esercizio in postura – cosidetta a Z – era mirato ad allentare la catena muscolare posteriore.

Igor ha trovato molto utili gli esercizi soprattutto nei primissimi giorni, quando l’acclimatamento era ancora in fase delicata.

Dott. Lorenzo Padalino

Ho aiutato spesso Igor nella preparazione fisica per diverse esperienze con un lavoro mirato al tipo di difficoltà che avrebbe potuto  incontrare.

Nel caso della grotta era importante che Igor entrasse in ottime condizioni, ma che mantenesse la massa muscolare in attività nonostante gli spazi limitati e le condizioni disagevoli.

Ho preparato per lui un allenamento totalbody che permette di far circolare il sangue in maniera uniforme in tutti i distretti, dato chesarebbe stato quasi sempre seduto, a una temperatura piuttosto bassa e al buio.

Dati quindi gli spazi e l’ impossibilità di prendere i tempi dell’allenamento ho ridotto il tutto a delle ripetizioni da 15/20 piegamenti, squat, addominali, il tutto da ripetere 3/4 per ogni “ciclo giornaliero”.

I risultati sono stati sorprendenti. In 30 giorni di permanenza Igor ha praticamente mantenuto la stessa massa muscolare, pur stravolgendo i propri ritmi di vita.

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Igor D'India Freelance Videomaker Chi sono, cosa faccio, perchè non me ne sto a casa? Agli inizi ho effettuato reportage in zone di guerra (Bosnia, Caucaso, Sahara Occidentale ) o poco conosciute come la “finca” cubana nella regione di Guantanamo. Qualche passaggio in Asia e Africa con una vecchia Y10 e un equipaggio di folli (in senso positivo) ha arricchito il quadro delle avventure in luoghi non proprio raccomandabili. Queste esperienze sono state per me una formazione indispensabile per le avventure venute in seguito, come la Marsala-Torino in bici per i 150 anni dell'Unità d'Italia, la risalita a piedi del martoriato fiume Oreto di Palermo, il mese in isolamento in una grotta profonda 25 metri nel Monte Pellegrino (Pa) e l'attraversamento del Canada in autostop in inverno. Lo scopo dei miei lavori è spesso raccontare una spedizione (solitaria o in team) o un importante avvenimento verificatosi nel luogo che si attraversa, con pochi a disposizione. Lo stile tende a essere quello degli esploratori/documentaristi di un tempo: imprese difficili con mezzi improbabili. Forse non sarà rimasto niente da esplorare, ma si possono fare esperienze straordinarie anche dietro casa se si affrontano in un certo modo. Supporti tecnologici che fanno "il lavoro per te", ad esempio, possono contaminare l'approccio onesto all'esperienza e rovinarne il senso. Dove si è da soli davanti all' ignoto e dove si pagano cari gli errori commessi, il successo (senza trucchi) così come il fallimento, garantiscono una maturazione personale più rapida delle esperienze ordinarie. Se poi le cose vanno male o è colpa tua o dell' imponderabile. In tutti i casi ci si trova sempre a dire "ma chi me lo ha fatto fare?". I ricordi te li godi dopo, davanti a una fresca birra con gli amici, o davanti a una tastiera, quando metti nero su bianco l'accaduto, tra il sorriso e la nostalgia.

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