Partite con me?

Se siete tra quelli che avrebbero voluto pedalare attraverso il Paese per il Centocinquantesimo, vedere le cascate dell’Oreto (senza nuotare nella cacca), girare il mondo su una Y10, attraversare i boschi sloveni tra gli orsi o andare nello Yukon in autostop, ma per una serie di motivi avete preferito guardare le foto o i video su questo blog, e’ arrivato forse il momento di diventare parte delle prossime avventure e di “partire” insieme.

Da oggi sara’ infatti possibile, con una donazione libera, tenere vivo il blog, partecipare a eventuali decisioni (da che parte vado? cosa vorreste vedere nei prossimi episodi?) e soprattutto ricevere qualcosa di “materiale” in cambio, oltre al piacere di essere anche voi parte di queste esperienze.

Supportando questa particolare avventura in autostop attraverso il secondo Paese piu’ grande del mondo, riceverete a casa una cartolina di ringraziamento dal Canada e, se le poste canadesi me lo permetteranno, una bustina con della sabbia proveniente dal fiume Yukon (la stessa sabbia che setacciavano i cercatori d’oro durante la Gold Rush).

Dopo esservi registrati come followers (cliccando su “Segui questo blog!” in basso a destra) fate la vostra donazione tramite paypal, CLICCANDO SU “DONATE”, CHE TROVATE NELLA BARRA LATERALE.

 

Inviate poi una mail con nome e indirizzo del destinatario della cartolina a info@igordindia.it

Dopo di che sarete virtualmente e liberamente a bordo.

La partenza avverra’ il 29 aprile.

Grazie e a presto!

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2 Responses to “Partite con me?”


  1. 2 Pablo aprile 18, 2013 alle 10:59 am

    Stasera ti farò un bonifico….ma con il pensiero ti ho sempre seguito nelle tue “imprese/lavoro”…basta che non mi carichi sopra il tetto delle auto!!!
    Hasta luego
    Pablo


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About me

Igor D'India Freelance Videomaker Chi sono, cosa faccio, perchè non me ne sto a casa? Agli inizi ho effettuato reportage in zone di guerra (Bosnia, Caucaso, Sahara Occidentale ) o poco conosciute come la “finca” cubana nella regione di Guantanamo. Qualche passaggio in Asia e Africa con una vecchia Y10 e un equipaggio di folli (in senso positivo) ha arricchito il quadro delle avventure in luoghi non proprio raccomandabili. Queste esperienze sono state per me una formazione indispensabile per le avventure venute in seguito, come la Marsala-Torino in bici per i 150 anni dell'Unità d'Italia, la risalita a piedi del martoriato fiume Oreto di Palermo, il mese in isolamento in una grotta profonda 25 metri nel Monte Pellegrino (Pa) e l'attraversamento del Canada in autostop in inverno. Lo scopo dei miei lavori è spesso raccontare una spedizione (solitaria o in team) o un importante avvenimento verificatosi nel luogo che si attraversa, con pochi a disposizione. Lo stile tende a essere quello degli esploratori/documentaristi di un tempo: imprese difficili con mezzi improbabili. Forse non sarà rimasto niente da esplorare, ma si possono fare esperienze straordinarie anche dietro casa se si affrontano in un certo modo. Supporti tecnologici che fanno "il lavoro per te", ad esempio, possono contaminare l'approccio onesto all'esperienza e rovinarne il senso. Dove si è da soli davanti all' ignoto e dove si pagano cari gli errori commessi, il successo (senza trucchi) così come il fallimento, garantiscono una maturazione personale più rapida delle esperienze ordinarie. Se poi le cose vanno male o è colpa tua o dell' imponderabile. In tutti i casi ci si trova sempre a dire "ma chi me lo ha fatto fare?". I ricordi te li godi dopo, davanti a una fresca birra con gli amici, o davanti a una tastiera, quando metti nero su bianco l'accaduto, tra il sorriso e la nostalgia.

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