Lo spettacolare fenomeno dell’ “Ice Breakup”

Negli archivi di Dawson City, vi è un registro che riporta le date di un fenomeno detto “ice breakup”.

Nel periodo di maggio infatti, i più grandi fiumi che attraversano queste zone remote nel nord del mondo sono protagonisti di uno spettacolo davvero impressionante. Lo spesso strato di ghiaccio, formatosi durante l’inverno,che ricopre interamente questi maestosi corsi d’acqua, si spacca e fluisce via con la corrente, frammentandosi e sciogliendosi nel giro di un mese circa.

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Le cause di questo fenomeno sono diverse.

Con l’aumento della temperatura e lo scioglimento delle nevi sulle montagne, il volume delle acque aumenta e la corrente comincia a esercitare una pressione sempre maggiore sotto il ghiaccio. Essa provoca delle grosse crepe nella crosta, che si spacca e si solleva tra sbuffi e rumori simili a quelli del tuono. Nel caso dello Yukon, nel tratto davanti alla città di Dawson, vi è anche una forte pressione delle acque del Klondike. Quest’ ultimo rompe i ghiacci dopo il primo sole e comincia a fluire sulla superficie gelata dello stesso Yukon, che si presta temporaneamente a fargli da “letto”.

Generalmente le sponde sono le prime a cedere, a causa del calore del terreno, e scorrono via trascinando alberi, rami, rocce e grosse quantità di detriti.
A volte, come quest’anno, il ghiaccio è di uno spessore poco inferiore a un metro e mezzo ed esercita una forte resistenza all’acqua, la quale trova vie di sfogo secondarie e scavalca le lastre, scorrendovi sopra per centinaia di metri. In passato la gran parte delle inondazioni della città, si sono verificate proprio per questo motivo.

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I dawsoniani hanno allora elaborato un sistema d’allarme che avverte la popolazione che l’ice breakup è in corso. Vi è un grosso “tripod” piantato in profondità nel ghiaccio, proprio davanti al molo dei battelli che in estate portano i turisti dall’altro lato del fiume.
Quando il ghiaccio trascina via il tripod, un lungo cavo d’acciaio a esso collegato si tende fino a suonare un allarme e a fermare un orologio comunale, che registrerà con precisione l’ora dell’evento.

Mediamente il tutto avviene intorno al 9 maggio, ma è davvero un fenomeno imprevedibile. Così è nata una lotteria cittadina che vende dei biglietti durante il mese di aprile, ognuno con una data riportata sopra. Il proprietario del “ticket” che si avvicina di più all’orario registrato dall’orologio comunale, vince qualche migliaio di dollari.

Il breakup è cominciato ieri mattina ed è già quasi terminato. Il vincitore della lotteria invece, si sta ancora sbronzando con gli amici al bar e non è messo tanto bene.

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La gente ha accolto questo momento con felicità e speranza, poiché sancisce l’inizio della bella stagione e fa si che a breve si possa tornare a navigare.

Per alcune settimane ancora, però, la popolazione che vive sulla sponda ovest del fiume, rimarrà isolata. Attraversare lo Yukon adesso è come tentare di attraversare un’autostrada a piedi.

Da quando sono arrivato, il 6 maggio, la neve si è sciolta quasi ovunque. Arrivano autobus di gruppi di ballo e musicisti, turisti e addetti alla ristorazione. La città, entro fine agosto, passerà da meno di 2000 abitanti a più di 18.000.

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3 Responses to “Lo spettacolare fenomeno dell’ “Ice Breakup””


  1. 1 rossana maggio 17, 2013 alle 6:39 am

    Mi sembrava di leggere la trama di un film “breakup lottery”. 🙂 buon disgelamento!

  2. 2 Pablo maggio 17, 2013 alle 12:42 pm

    Hola…mas calor desde Palermo…
    Hasta luego

    • 3 Pablo maggio 24, 2013 alle 1:36 pm

      Hola amigo. Donde estas?
      Saluti da Vulcano…dal 16 non dai notizie…congelato? qui con..il..gelato!!!
      Fatti sentire al rientro…birra a go go’!
      Pablo


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Igor D'India Freelance Videomaker Chi sono, cosa faccio, perchè non me ne sto a casa? Agli inizi ho effettuato reportage in zone di guerra (Bosnia, Caucaso, Sahara Occidentale ) o poco conosciute come la “finca” cubana nella regione di Guantanamo. Qualche passaggio in Asia e Africa con una vecchia Y10 e un equipaggio di folli (in senso positivo) ha arricchito il quadro delle avventure in luoghi non proprio raccomandabili. Queste esperienze sono state per me una formazione indispensabile per le avventure venute in seguito, come la Marsala-Torino in bici per i 150 anni dell'Unità d'Italia, la risalita a piedi del martoriato fiume Oreto di Palermo, il mese in isolamento in una grotta profonda 25 metri nel Monte Pellegrino (Pa) e l'attraversamento del Canada in autostop in inverno. Lo scopo dei miei lavori è spesso raccontare una spedizione (solitaria o in team) o un importante avvenimento verificatosi nel luogo che si attraversa, con pochi a disposizione. Lo stile tende a essere quello degli esploratori/documentaristi di un tempo: imprese difficili con mezzi improbabili. Forse non sarà rimasto niente da esplorare, ma si possono fare esperienze straordinarie anche dietro casa se si affrontano in un certo modo. Supporti tecnologici che fanno "il lavoro per te", ad esempio, possono contaminare l'approccio onesto all'esperienza e rovinarne il senso. Dove si è da soli davanti all' ignoto e dove si pagano cari gli errori commessi, il successo (senza trucchi) così come il fallimento, garantiscono una maturazione personale più rapida delle esperienze ordinarie. Se poi le cose vanno male o è colpa tua o dell' imponderabile. In tutti i casi ci si trova sempre a dire "ma chi me lo ha fatto fare?". I ricordi te li godi dopo, davanti a una fresca birra con gli amici, o davanti a una tastiera, quando metti nero su bianco l'accaduto, tra il sorriso e la nostalgia.

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