RINGRAZIAMENTI

Alla fine di questa esperienza è doveroso ringraziare tutti coloro che mi hanno supportato, in un modo o nell’altro, nel portare a termine il sopralluogo in Canada, in vista della spedizione dell’anno prossimo.

Grazie a chi ha donato un piccolo contributo per il blog, agli sponsor e ai numerosi lettori che hanno seguito questa avventura da nove Paesi del mondo per tutto il mese di maggio. Oggi più che mai, grazie.

Le cartoline sono state spedite una settimana fa da Dawson City con i ringraziamenti. Tenetemi aggiornato sull’arrivo!

Un grazie anche ai soliti scettici, a chi credeva che mi avrebbe ucciso il serial killer di turno in strada o l’orso di passaggio nello Yukon, a chi pensa che al solito mi vado a fare la vacanza pagata, a chi vive la sua vita come un opaco riflesso di quella degli altri e non esita a giudicarne gli esiti.

Uno speciale ringraziamento, come sempre, alla mia famiglia (amici inclusi) che mi aspetta paziente a casa, e all’amica Rossana Podestà, che mi ha tanto incoraggiato con le sue affettuose email.

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6 Responses to “RINGRAZIAMENTI”


  1. 1 Claudia maggio 28, 2013 alle 4:10 pm

    e a chi ti ha anche lavato il bucato? 🙂

  2. 2 Alessandro maggio 28, 2013 alle 8:03 pm

    Grazie a te per farci “partecipare” alle tue avventure in giro x il mondo. Sei un grande! A presto.

  3. 3 Pablo maggio 28, 2013 alle 9:45 pm

    Ora è arrivato il momento di scrivere un libro.
    Bravo.
    Hasta luego

  4. 4 manote maggio 31, 2013 alle 1:15 pm

    Io non ti conosco personalmente, ma ho letto tutto il blog seguendo passo passo il tuo viaggio attraverso il Canada, a tratti apprezzando quello che hai scritto,sebbene ti manchi lo stile per scrivere racconti di viaggio ; quello che emerge con certezza, però, è sicuramente la tua antipatia e il tuo egocentrismo,sembra quasi che tu faccia certe esperienze per sentirti su un piedistallo, e basta leggere i tuoi ultimi due post per capirlo;
    buona fortuna

  5. 5 Pablo maggio 31, 2013 alle 9:29 pm

    Non ti curar di loro ma guarda e passa. (Virgilio a Dante all’Inferno)
    Pablo

  6. 6 Alessandro (non lo stesso di 4 commenti fa) giugno 1, 2013 alle 11:07 pm

    Io ti conosco personalmente. Non scriverei mai che “sei un grande”, se non con un altro aggettivo immediatamente seguente. So che non sei antipatico; ritengo ovvio che i post che scrivi parlino di te o descrivano i tuoi punti di vista, considerato che trattano di tue esperienze personali, in cui protagonista sei tu e, semmai, il paesaggio. E nessun altro essere vivente. Se avessi fatto la meta’ delle tue esperienze, probabilmente mi sentirei anche io su un piedistallo. E nessun commento mi farebbe scendere dal piedistallo stesso. Fermo restando che anche i feedback non positivi servono a farci crescere. Al tuo prossimo viaggio folle portati Manote e parla anche un poco di lui/lei. Pero’ allarga il piedistallo, cosi’ ci entrate in due.
    Un saluto dai 36 gradi di Toronto GTA, Ontario, Canada


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About me

Igor D'India Freelance Videomaker Chi sono, cosa faccio, perchè non me ne sto a casa? Agli inizi ho effettuato reportage in zone di guerra (Bosnia, Caucaso, Sahara Occidentale ) o poco conosciute come la “finca” cubana nella regione di Guantanamo. Qualche passaggio in Asia e Africa con una vecchia Y10 e un equipaggio di folli (in senso positivo) ha arricchito il quadro delle avventure in luoghi non proprio raccomandabili. Queste esperienze sono state per me una formazione indispensabile per le avventure venute in seguito, come la Marsala-Torino in bici per i 150 anni dell'Unità d'Italia, la risalita a piedi del martoriato fiume Oreto di Palermo, il mese in isolamento in una grotta profonda 25 metri nel Monte Pellegrino (Pa) e l'attraversamento del Canada in autostop in inverno. Lo scopo dei miei lavori è spesso raccontare una spedizione (solitaria o in team) o un importante avvenimento verificatosi nel luogo che si attraversa, con pochi a disposizione. Lo stile tende a essere quello degli esploratori/documentaristi di un tempo: imprese difficili con mezzi improbabili. Forse non sarà rimasto niente da esplorare, ma si possono fare esperienze straordinarie anche dietro casa se si affrontano in un certo modo. Supporti tecnologici che fanno "il lavoro per te", ad esempio, possono contaminare l'approccio onesto all'esperienza e rovinarne il senso. Dove si è da soli davanti all' ignoto e dove si pagano cari gli errori commessi, il successo (senza trucchi) così come il fallimento, garantiscono una maturazione personale più rapida delle esperienze ordinarie. Se poi le cose vanno male o è colpa tua o dell' imponderabile. In tutti i casi ci si trova sempre a dire "ma chi me lo ha fatto fare?". I ricordi te li godi dopo, davanti a una fresca birra con gli amici, o davanti a una tastiera, quando metti nero su bianco l'accaduto, tra il sorriso e la nostalgia.

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