Fare 30 anni per strada

Di solito uno alla festa dei trent’anni fa un discorso, magari mezzo sbronzo, con un calice di spumante in mano e gli amici e i parenti dall’altro lato del tavolo che scattano foto, sorridono e fanno battute su quanto sei diventato vecchio.

Quello che posso dire oggi, dentro la mia tendina piazzata dietro un benzinaio a Buckinghorse (una sorta di campo di estrazione di non so cosa), è che sono felice di essere per strada in questa incredibile avventura cominciata già due anni fa nella mia grotta. Certo, con tutti voi sarei ancora più felice, ma ci dobbiamo vedere per forza in una stanza per volerci bene? Festeggiamo sempre, senza vergogna, in tutti i modi possibili, perché anche se è un anno/giorno in meno che stiamo al mondo, è sempre uno in più che abbiamo mandato la morte a fanculo dicendo “passa tra un anno sugar, oggi niente trippa!”.

Oggi la vedo così. Non ho molti desideri in questo inizio di trentesimo anno. Senza andare troppo avanti nel tempo, vorrei solo non essere mangiato stanotte da uno dei tanti orsi che ho visto in macchina fin qua e magari trovare un long ride domani per andare a Dawson City.

Buonanotte cari, ovunque voi siate.

20140508-220302.jpg

Annunci

6 Responses to “Fare 30 anni per strada”


  1. 1 Manolo maggio 9, 2014 alle 7:16 am

    Auguri Igor!

  2. 2 Alessandro maggio 9, 2014 alle 10:39 am

    Ieri parlavo di te ad una festa di compleanno. Ho anche cantato happy birthday to you al compagno di lorenzo che festeggiava. Infine ho mangiato la torta. Unendo il tutto, posso quindi affermare che il tuo compleanno l’ho festeggiato. La mia coscienza e ‘ a posto

    • 3 Davide maggio 9, 2014 alle 11:49 am

      Caro cugino,
      sperando che nel frattempo tu non sia stato mangiato da un orso o simili 😉 ti faccio tantissimi auguri e con ti mando un grosso abbraccio.

      P.s. tanti auguri anche dagli altri Imbergamo 🙂

  3. 4 dennino maggio 9, 2014 alle 6:06 pm

    Auguri Buon Vecchio!!!!!!

  4. 5 paola maggio 10, 2014 alle 8:57 am

    Che gioia sentirti libero e al contempo ricolmo delle persone che porti con te. Viva i trenta, viva la vita

  5. 6 Pablo maggio 10, 2014 alle 9:26 pm

    Hola Igorazzo. INon sapevo che già eri in viaggio…avevo provato a chiamarti per gli auguri…li troverai su Skype.
    A questo punto non mi resta che augurarti le cose migliori e belle per te….come inizio non c’è male!
    Hasta luego
    Pablo


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...




Sharks palermo, igor d'india

Social Partner

About me

Igor D'India Freelance Videomaker Chi sono, cosa faccio, perchè non me ne sto a casa? Agli inizi ho effettuato reportage in zone di guerra (Bosnia, Caucaso, Sahara Occidentale ) o poco conosciute come la “finca” cubana nella regione di Guantanamo. Qualche passaggio in Asia e Africa con una vecchia Y10 e un equipaggio di folli (in senso positivo) ha arricchito il quadro delle avventure in luoghi non proprio raccomandabili. Queste esperienze sono state per me una formazione indispensabile per le avventure venute in seguito, come la Marsala-Torino in bici per i 150 anni dell'Unità d'Italia, la risalita a piedi del martoriato fiume Oreto di Palermo, il mese in isolamento in una grotta profonda 25 metri nel Monte Pellegrino (Pa) e l'attraversamento del Canada in autostop in inverno. Lo scopo dei miei lavori è spesso raccontare una spedizione (solitaria o in team) o un importante avvenimento verificatosi nel luogo che si attraversa, con pochi a disposizione. Lo stile tende a essere quello degli esploratori/documentaristi di un tempo: imprese difficili con mezzi improbabili. Forse non sarà rimasto niente da esplorare, ma si possono fare esperienze straordinarie anche dietro casa se si affrontano in un certo modo. Supporti tecnologici che fanno "il lavoro per te", ad esempio, possono contaminare l'approccio onesto all'esperienza e rovinarne il senso. Dove si è da soli davanti all' ignoto e dove si pagano cari gli errori commessi, il successo (senza trucchi) così come il fallimento, garantiscono una maturazione personale più rapida delle esperienze ordinarie. Se poi le cose vanno male o è colpa tua o dell' imponderabile. In tutti i casi ci si trova sempre a dire "ma chi me lo ha fatto fare?". I ricordi te li godi dopo, davanti a una fresca birra con gli amici, o davanti a una tastiera, quando metti nero su bianco l'accaduto, tra il sorriso e la nostalgia.

Post Archive

Free donations

Inserisci la tua mail per essere avvisato quando viene pubblicato un nuovo post!

Segui assieme ad altri 1.091 follower


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: