Partenza il 19 giugno?

Pare che ci sia già una canoa per me a Whitehorse. Vado la settimana prossima a vedere in che stato è. Attenderò quindi la mia amica operatrice Teresa D’Elia per alcune riprese della preparazione e dei test della barca sul fiume. Poi partirò. Da una stima delle date direi che il 18/19 giugno potrei essere in acqua. Per un banale equivoco, mancano ancora i pannelli solari sponsorizzati da Solbian, e non so se ce la faranno con i tempi, ma la speranza è l ultima a morire.

Domani spero di tornare a 40 Mile per un ulteriore giro di allenamento. Dovrebbe esserci un po’ di vento, ma alla fine è meglio così.

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1 Response to “Partenza il 19 giugno?”


  1. 1 Laura Cerniglia giugno 6, 2014 alle 6:15 pm

    La partenza del 19 giugno sarebbe una coincidenza di date niente male: 19 giugno 1982 i tuoi vecchi si sposavano sapendo già che ti avrebbero messo in “cantiere”……32 anni fa. …


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About me

Igor D'India Freelance Videomaker Chi sono, cosa faccio, perchè non me ne sto a casa? Agli inizi ho effettuato reportage in zone di guerra (Bosnia, Caucaso, Sahara Occidentale ) o poco conosciute come la “finca” cubana nella regione di Guantanamo. Qualche passaggio in Asia e Africa con una vecchia Y10 e un equipaggio di folli (in senso positivo) ha arricchito il quadro delle avventure in luoghi non proprio raccomandabili. Queste esperienze sono state per me una formazione indispensabile per le avventure venute in seguito, come la Marsala-Torino in bici per i 150 anni dell'Unità d'Italia, la risalita a piedi del martoriato fiume Oreto di Palermo, il mese in isolamento in una grotta profonda 25 metri nel Monte Pellegrino (Pa) e l'attraversamento del Canada in autostop in inverno. Lo scopo dei miei lavori è spesso raccontare una spedizione (solitaria o in team) o un importante avvenimento verificatosi nel luogo che si attraversa, con pochi a disposizione. Lo stile tende a essere quello degli esploratori/documentaristi di un tempo: imprese difficili con mezzi improbabili. Forse non sarà rimasto niente da esplorare, ma si possono fare esperienze straordinarie anche dietro casa se si affrontano in un certo modo. Supporti tecnologici che fanno "il lavoro per te", ad esempio, possono contaminare l'approccio onesto all'esperienza e rovinarne il senso. Dove si è da soli davanti all' ignoto e dove si pagano cari gli errori commessi, il successo (senza trucchi) così come il fallimento, garantiscono una maturazione personale più rapida delle esperienze ordinarie. Se poi le cose vanno male o è colpa tua o dell' imponderabile. In tutti i casi ci si trova sempre a dire "ma chi me lo ha fatto fare?". I ricordi te li godi dopo, davanti a una fresca birra con gli amici, o davanti a una tastiera, quando metti nero su bianco l'accaduto, tra il sorriso e la nostalgia.

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